TorTour2009... Prime impressioni

Che dire... sono qua seduto alla mia scivania mentre mangio un panino con una fetta di emmenttal. Penso a quanto sia stupido girare in bici per posti sconosciuti con uno zaino che pesa un casino, tutto sudato e puzzolente. Incontrare gente che non sa parlare la tua lingua e ti frega con il cambio, che non sa mangiare e parla sotto voce. Pedalere su sentieri in salita e in mezzo alla nebbia per raggiungere passi che non ti permettono di vedere un bel niente, "dormire" in camerate con altri 15 puzzolenti ciclisti che tutto fanno meno che dormire. Alzarsi presto per spingere la bici su sentieri sotto l'acqua. assitere a volate che al posto del filo di lana usa rotaie... farsi altre 4 oer di macchina... risvegliarsi al martedì dal coma terapeutico autoimposto.
Ma quanto stupido sono?

Da Braies al Baldo al Carega

Sabato sono partito per Villabassa, determinato a fare un tour di due giorni. 3700 metri di dislivello, 105 km su un percorso che si snoda da Villabassa, M.te Specie, Rif. Biella, Rif.Sennes, Val Fojedora, Lac Braies, Villabassa, sulla carta fantastico.

Pioggia da Bolzano, non importa il meteo dice che apre al sole, aspetto con impazienza l'apertura. Ore 12:30 sono al lago di Braies, pioggia mista neve ormai in ogni caso è troppo tardi per partire, a malincuore torno a Verona, 5 ore di auto causa code in autostrada, più 3 ore in andata, una tortura infinita....ma non mollo ci torno….

L’antidoto al dispiacere della mancata uscita è subito pronto all’indomani i Bestiù dei BdB sono sul Baldo, unirsi a loro porta sicuramente a una fantastica impresa. Alla domenica il sole splende e rende la salita per raggiungere il Rif. Telegrafo dura come mai provato prime d’ora, il pensiero ogni tanto mi porta a percorrere con la fantasia il Dolomiten tour, ma non c’è tempo, stare al passo dei BdB non è cosa semplice e le emozioni sono forti. La discesa fino in Valdadige lunga e impegnativa,fin dall’inizio della discesa i crampi mi distruggono le gambe costringendomi al trascinarmi a valle lasciando poco spazio al divertimento. Distrutto ma contento, per tutta la settimana le gambe sono doloranti e il lavoro intorno al Motorazzo non mi permette di uscire a sgranchire le gambe.

Sabato è li pronto a ospitare un'altra uscita calma senza pretese tranquilla, tranquilla.
Il Carega mi sembra la giusta meta, le piccole Dolomiti, un legame simbolico con il Dolomiten tour.


Arrivo a Giazza, scarico l’ Epica e mi preparo. Ma guarda che ho forato la gomma della macchina. Qualche tranquilla imprecazione, ma niente di più. La cambio non c’è fretta, nessuno mi corre dietro o meglio non devo correre dietro a nessuno. Sono lì che monto il ruotino di scorta alla macchina, sembra facile ma gli attrezzi in dotazione sembrano fatti per complicare le cose in modo di dover chiamare per forza il carro attrezzi. Perdo la calma li rilassametto che cera in me e si inesca un nervosismo che sfocia in una litania di imprecazioni irripetibili.

Mi giro e da un furgonato tinta pellicina di nocciolina, tre energumeni mi additano e ridono di me, " che cazzo hanno da prendermi per il culo, vado là e con ilcricco gli spacco il parabrezza...porca p... Ma guarda chi sono Dario Claudio Marco... i BdB qua NOOOOOO...".


Brutta razza i BdB, te li trovi dappertutto.
Beh! che fare, non mi tiro in dietro vado con loro in cima alla vetta. Arranco ma non mollo.

Apparte le battute, bella sorpresa, bel giro, ma sopratutto belle e facili discese!

Saslonch & sciliar

L'idea all'origine portava come titolo "Weekend bike alone" un tour di due giorni in solitario su sentieri mai percorsi delle Dolomiti:

Partenza da St. Cristina con risalita in alpe di Siusi dalla val Iender, da lì il giro orario prima dentro la valle Confin puntatina al rif. Vicenza poi passaggio sotto il Saslonch sul sentiero 526-526a fino al rif. Comici, si passa al rif. Salla, rif.Pertini, e lungo il sentiero Friedrich August al rif. Sasplatt. Poi seguendo il percorso fatto dai BdB, rif. Tires (pernottamento) rif. Bolzano giù ai laghetti di Fie, Siusi, risalita in alpe per poi chiudere il giro a St Cristina.

Il Lonfo mi fa sapere della sua disponibilità a seguirmi, faccendomi saltare l'aspetto-concetto "alone" ma non è stato un problema, anzi ...

Stabilito il punto di partenza da Siusi con la risalita a Compatsch in funivia, il progetto iniziale viene rispettato a pieno anche la parte esplo, dove la ragione portava a più facili sentieri.

La partenza umida e nella nebbia su sentieri grassi di fango vedo che ha levato il sorriso e ratristato i volti del'Lonfo e della Emanuela ma siamo lì e non si torna. Di lì a poco come per magia il tempo gira al meglio offrendoci spettacolari panorami sulle Dolomiti. Per due giorni su sentieri non sempre facili, tanto che Emanuela non la considera una uscita in bici, ha capito che i BdB non portano solo lo zaino a spalle.

Favolosa la discesa lungo il Prugelweg tecnicamente non sempre alla mia portata, ma affrontata con disinvoltura in molti tratti. Sicuramente se ero da solo non potevo permettermi il lusso di risciare, La presenza del'Lonfo come apri pista mi ha facilitato molto nel seglire la traiettoria...

Cazzo che belle che sono le dolomiti non ho mai goduto di un panorama così spettacolare, gran bei monti visti dallo Sciliar.

La fantasia va e la lascio andare la diesto tra passi e riffugi; Vajolet-Principe-Antermoia-pas de Duron. Mah ?! Sara mai possibile... un giorno

Corna Blacca




QUANTO MI PIACE ANDARE IN BICI COSI...
Dura ma fantastica uscita con gli amici BdB sui monti Bresciani. Mi hanno giurato che i panorami sono fantastici, mi fido di loro.


Chiuso il 51 in extremis….



Sarà anche cosa da poco, ma finalmente sono arrivato al rifugio Fiori del Baldo.
Non è la prima volta che salgo qua su, anzi, ma da natale ad oggi 23 maggio sono 4 le volte che ci ho provato e sempre abbandonato.
L’abbondante neve per tre volte.
Sabato scorso a pochi metri dalla meta, quando già mi gustavo la vittoria, sono le grida di aiuto di E.B. a fermare la mia ascesa. E’ caduta mentre correva in discesa rompendosi il braccio. L’avevo da poco incrociata e salutata, di li a poco mi si sfila la cuffietta dell’iPod dall’orecchio permettendomi di sentire le sue grida di aiuto.
Ora che la cuffia si sfili in quel momento se non è il segno del destino cos’è ?
Questo pensiero mi ha assillato per tutta l’ultima parte della salita. E se fosse il mio angelo custode che non vuole farmi arrivare al rifugio? Lui sa cosa c’è scritto sul libro del destino all’ultima pagina della mia vita “ … infarto ai Fiori del Baldo.”. Se si considera che questa è la mia paura delle ultime settimane.
Che fare? Torno indietro? Comunque rallento… Sono arrivato mi stravaccato nel prato, contento e rinvigorito, senza pensieri nefasti mi godo il momento che ha del magico. Ora riparto e mi butto giù per il sentiero 656,sconosciuto ma invitante e poi ancora per il 51 e il 53.
Gran bella sfida non mi fermo più faccio anche quel passaggio segnato di viola sul 53, che non sono mai riuscito fare.
Gran soddisfazione Oggi. Chiudo in bellezza il 51 e apro il 52 con vigore inimmaginabile.

GranValpolicella

Fatta!
Dopo diversi rinvii causati dal maltempo che puntualmente si metteva in acqua quando si organizzava l’uscita, dando l’impressione che Nettuno ci spiasse e per sadico piacere, quando si nominava la Valpolicella ci buttava sopra acqua.
Beh noi un pò per gioco e un po' per scaramanzia senza mai nominarla nei nostri messaggi per non attirare la sua attenzione casualmente ci siamo trovati in quel di Novare .

Diciamo che contrariamente a quello che lascia intendere il nome Valpolicella, non è una valle ma una ridente zona collinare pedemontana, con quote massime a 800slm.Praticamente tutta coltivata da vigna e ciliegi. Pertanto tracciare un percorso per palati fini come quello dei BdB non è cosa facile, portarli lungo i sentieri più belli e nei posti più caratteristici servivano piu giorni comunque penso di aver tirato fuori un bel giro.Partenza da Novare di Negrar, a un primo trasferimento in piano tra i vigneti di fino a Gargagnago, giusto per scaldare i muscoli, segue una salita che ci porta sul monte Solane, con bei panorami a 360 gradi. Una simpatica discesa ci porta a Monte per poi risalire su asfalto a Cavalo, da dove su un impegnativo sentiero si raggiunge il fondo valle dei progni di Fumane. Dico impegnativo per me, ma a molti farà ridere. Ora si risale tra vigneti e ciliegi a San Rocco, altro spettacolare panorama, si sale ancora passando attraverso un bosco forse di carpini. fino a S.Cristina , una bella ma breve discesa tra abeti ci porta alle imponenti cave di Pun. Qua si sale un po' per poi tagliare di costa verso Fane . Si sale ancora fino sul monte Comun passando da Fiammene e la contrada di Saline, da dove parte la discesa finale abbastanza lunga, mai difficile, qualche attraversamento di strada, con tratti decisamente veloci, da farsi tutta di un fiato. Arrivo al al punto di partenza con 58km e 1800mt di dislivello.

Il commento di Mauro Orma che dice ”58km 1800disliv dalle 8,45 alle 17,45 in sella:che copadama il "cerchio magico"creato dai BdB ti permette di passare indenne anche da un giro di tanti sù e giù come oggi,forse non ero più abituato ai cambi di ritmo ma in fondo ci sono arrivato .Un plauso a tutti in primis a Frog(in super forma) che ha tirato fuori dal cilindro un signor giro ,e grazie per il fine giro,al nuovo mrwest già bravo in discesa,a Perse, farsi con la S.S. un giro del genere , alla Elena che non demorde mai e in salita la fà le strese, e a chi ha ha faticato di più.” E Mabande aggiunge
“...e non dimentichiamoci che il signor PERSE, si è fatto tutto il gran valpolicella in single speed!!!!!

Che aggiungere di più rispetto a quanto già detto...... dai miei compagni di avventura...Devo dire che ieri è stato veramente faticoso.Come dicevo anche al Grande FROG che si dannato per darci un giro "alla BdB", in una zona che orograficamente non è di certo la Valtrompia......La prima discesa molto bella..... tecnicamente medio facile ma divertente.La parte centrale per arrivare dall'altra parte della Valpolicella e ragalarci un altra discesa, ha lasciato il segno su molti di noi.Il continuo susseguirsi di su e giù ha indubbiamente fiaccato il fisico + di quanto siamo in genere abituati. Alla fine però è stata una bellissimma giornata in compagnia di persone fantastiche.”
Ringrazio il gruppo della compagnia- Milzo – Perse – Wrangler - Dario88 – Glibomorris – Elena – Gfavier – DiegoBS – Seby - Il Lonfo – MrWest – Mabande, come sempre favolosi e esagerati nelle performance e nei complimenti.

perdersi a guardare e buon vino.

Rimandata per l’ennesima volta il tour della Gran Valpolicella. Comincia ad essere segnata dalla sfiga questa uscita, seconda volta che la si programma coi BdB, ennesima giornata di pioggia.

Cosa fare?
Bé al mattino sono andato agli Scavi Scaligeri a vedermi una bella mostra fotografica di Minno Jodice “Perdersi a guardare” una raccolta di fotografie dell’Italia, niente dell’Italia già vista, ma visioni che non si fanno notare, cose semplici, forme dall’incerto equilibrio, metafisiche visioni che suggeriscono problemi e ansie.
Torno a casa, passo dalla cantina a prendere il vino, in onore di Minno predo una bottiglia di Aglianico del Taburno (15Gradi), è un vino DOC della Campania lui è Napoletano.
Buono con la carne, ma alla sera cosa farne? Mi vien la voglia di provare a tirarne fuori un risotto.
Il risotto con l’amarone e radicchio mi viene bene, da qua parto per provarmi con “Aglianico e Gorgonzola”.
Ne preparo due porzioni, di meno non si può, so anche che la Tiziana non lo mangerà, quello che avanza lo tengo per domani o lo butto.

Ingredienti e dosi per 2:
Riso vialone nano un bicchiere colmo
Gorgonzola due cucchiaiate
Formaggio grana un cucchiaio
Servirebbe anche del midollo ma non c’è.
Cipolla un cucchiaio abbondante
Burro una noce abbondante
Olio di Oliva extr un paio di cucchiai
1/2 lt di brodo di carne
un Goto di vino Agliatico del Taburno, in alternativa all’ Amarone della Valpolicella.

Come lo preparo:
Preriscaldo a parte il vino lasciarlo restringereIn una casseruola con l’olio appassisco la cipolla finemente tritata.Aggiungo il riso facendolo tostare a fiamma media per alcuni minuti (mescolando in continuazione) Aggiungo lentamente il vino preriscaldato in precedenzaContinuo la cottura, senza smettere di mescolare con mestolo in legno, aggiungendo poco per volta, il brodo caldo, mano a mano che la cottura lo richiede. Alla fine metto e mantecare il risotto con il burro e il Gorgonzola.Lascio riposare per alcuni minuti, e poi me lo sono mangiato tutto, due porzioni abbondanti.
Alla salute.

Fatto!

Si, ho fatto il sentiero che dal monte Pastello porta a Monte.

Dovevo scaricare la rabbia per la mancata uscita in quel di Gardone VT, non sapevo cosa fare e allora mi sono buttato in questa esplo. Praticamente ho portatola bici per tutto il sentiero. Ma son contento, L'idea mi girava per la testa da diverso tempo, sapevo che il sentiero non era pedalabile,ma dovedo metterci il naso. Fatto, non lo ripeto più, anche ho visto due sentieri che sembrano, almeno all'inizio, praticabili.

Monte Pastello; spettacolare panorama


Finalmente la primavera! Oggi sono salito sul monte Pastello salita durissima ma ne valeva la pena, il vento teso ha liberato il cielo dalle nuvole permettendomi di ammirare un grandioso panorama a 360gradi. Dire il vero volevo fare il sentiero, in esplo duro, che taglia giù al forte di Monte, ma mi son perso a guardare il mondo, e non mi sono reso conto che si era fatto tardi. Torno sui miei passi, discesa delle cave e i Pangoni. Alla fine 1160 di ascesa e 44Km.....

Sulle orme della Lessinia Legend

... Ho ripreso una mia vecchia passione, provare i percorsi delle GranFondo. La voglia mi è venuta sui sentieri del Baldo domenica, per lunghi tratti abbiamo percorso i sentieri della GF Paola Pezzo, saranno stati i ricordi dei tempi passati, magari quel vento gelido che annuncia la primavera, o la deliziosa compagnia, non so cosa ma qualcosa mi ha mosso questa voglia in maniera irrefrenabile.

Domenica 22, son partito sulle orme della Lessinia Legend. Da Montorio pedalando dove la memoria mi dice di andare. San Fidenzio, il piccolo Stelvio, Santa Viola, e poi un buco nei ricordi, forse giù di la in quel prato e giù ancora in quel vaio. Non mi trovo, ma il sentiero è pedalabile e segnato di fresco, lo stanno tracciando. Di lì a poco i rami lo rendono impossibile alla pedalata e la traccia praticamente sparisce esponendosi in maniera pericolosa sulla Val Squaranto, prendendo la direzione del nord. Non ci sono dubbi mi son perso. Non sia mai detto che torno in dietro, esploriamo questo sentiero. Tutto lascia intendere che porti sulla strada di fondo valle, ma no superate alcune grotte, sale e sale ancora dentro un vaio per aprirsi in un campo, in fondo su un dosso il Cerro. Salgo in sella riesco a pedalare lungo una carrabile che mi porta alle prime case del paese. Un cartello riporta “sentiero delle miniere”. Raggiungo Santa Viola da lì chiudo il giro ripercorrendo i miei passi….

Baldo; Malga Monticelli e M.te Belpo


Abbandonato il tour della Gran Valpolicella, 8 febbraio, ma a compenso ho fatto una bella uscita sul Baldo il15 con gli amici Bresciani e i nuovi amici Modenesi. Una lunga salita per raggiungere malga Monteselli ancora tra la neve, da dove si prende il sentiero 53 che scende fino a Gaon, non molto tecnico ma bello. Risalita la valle dei Lumini per poi guadagnare le pendici del monte Belpo. Sulla sommità c’è una spianata erbosa da dove i parapendii prendono il volo. In fondo dove alberi e cespugli delimitano il campo e i parapendii già alti sorvolano il bosco aperti su un panorama fantastico, parte un inedito e bellissimo sentiero che con un susseguirsi di passaggi tecnici ci ha potati a San Verolo.
Percorrendo questi sentieri si sentivano le gelide folate dello Zefiro vento che anticipa la primavera…..

Domenica senza bici

Oggi niente bici. Mi aspetta un grande pranzo con i pareti della Tiziana,c’è poco da dire bisogna fare anche questo. Nell’ attesa sistemo le foto dell’inverno. Che inverno, da favola, mai divertito così tanto come in questo periodo. La neve, il sole tutto una figata, niente a che fare con la giornata di ieri la peggiore uscita mai fatta da tanto, ma tanto tempo. Ho pedalato inutilmente nella nebbia per la Valpolicella senza mai diverti. D'altronde è difficile ripetersi in giornate come queste...





Inverno stupendo.

Mai mi sono divertito così tanto nell’ pedalare sulla neve.
Comunque fallito anche il terzo tentativo di arrivare al rifugio Fiori del Baldo.
Pensavo di trovare neve ghiacciata in modo di pedalarci sopra, invece no.
Troppa e farinosa, sprofondo non riesco a pedalare. Arrivo fino alla baita, poi spingo nella speranza che più il alto abbia gelato e mi permetta di non sprofondare. Al bivio che porta al forte di Naole abbandono. Sulla strada del ritorno faccio la discesa dei Cervi, con la piccola soddisfazione di lasciare l'unica traccia di ciclista sulla neve, poi nel fango la discesa delle Sperane per chiudere il giro al parcheggio di Caprino…

Primo

Ho aperto un blog, ma ne avevo bisogno? Booh!!!
Comunque una nuova avventura da curare…