Rimandata per l’ennesima volta il tour della Gran Valpolicella. Comincia ad essere segnata dalla sfiga questa uscita, seconda volta che la si programma coi BdB, ennesima giornata di pioggia.
Cosa fare?
Bé al mattino sono andato agli Scavi Scaligeri a vedermi una bella mostra fotografica di Minno Jodice “Perdersi a guardare” una raccolta di fotografie dell’Italia, niente dell’Italia già vista, ma visioni che non si fanno notare, cose semplici, forme dall’incerto equilibrio, metafisiche visioni che suggeriscono problemi e ansie.
Torno a casa, passo dalla cantina a prendere il vino, in onore di Minno predo una bottiglia di Aglianico del Taburno (15Gradi), è un vino DOC della Campania lui è Napoletano.
Buono con la carne, ma alla sera cosa farne? Mi vien la voglia di provare a tirarne fuori un risotto.
Il risotto con l’amarone e radicchio mi viene bene, da qua parto per provarmi con “Aglianico e Gorgonzola”.
Ne preparo due porzioni, di meno non si può, so anche che la Tiziana non lo mangerà, quello che avanza lo tengo per domani o lo butto.
Ingredienti e dosi per 2:
Riso vialone nano un bicchiere colmo
Gorgonzola due cucchiaiate
Formaggio grana un cucchiaio
Servirebbe anche del midollo ma non c’è.
Cipolla un cucchiaio abbondante
Burro una noce abbondante
Olio di Oliva extr un paio di cucchiai
1/2 lt di brodo di carne
un Goto di vino Agliatico del Taburno, in alternativa all’ Amarone della Valpolicella.
Come lo preparo:
Preriscaldo a parte il vino lasciarlo restringereIn una casseruola con l’olio appassisco la cipolla finemente tritata.Aggiungo il riso facendolo tostare a fiamma media per alcuni minuti (mescolando in continuazione) Aggiungo lentamente il vino preriscaldato in precedenzaContinuo la cottura, senza smettere di mescolare con mestolo in legno, aggiungendo poco per volta, il brodo caldo, mano a mano che la cottura lo richiede. Alla fine metto e mantecare il risotto con il burro e il Gorgonzola.Lascio riposare per alcuni minuti, e poi me lo sono mangiato tutto, due porzioni abbondanti.
Alla salute.
Fatto!
Si, ho fatto il sentiero che dal monte Pastello porta a Monte.
Dovevo scaricare la rabbia per la mancata uscita in quel di Gardone VT, non sapevo cosa fare e allora mi sono buttato in questa esplo. Praticamente ho portatola bici per tutto il sentiero. Ma son contento, L'idea mi girava per la testa da diverso tempo, sapevo che il sentiero non era pedalabile,ma dovedo metterci il naso. Fatto, non lo ripeto più, anche ho visto due sentieri che sembrano, almeno all'inizio, praticabili.
Dovevo scaricare la rabbia per la mancata uscita in quel di Gardone VT, non sapevo cosa fare e allora mi sono buttato in questa esplo. Praticamente ho portatola bici per tutto il sentiero. Ma son contento, L'idea mi girava per la testa da diverso tempo, sapevo che il sentiero non era pedalabile,ma dovedo metterci il naso. Fatto, non lo ripeto più, anche ho visto due sentieri che sembrano, almeno all'inizio, praticabili.
Monte Pastello; spettacolare panorama

Finalmente la primavera! Oggi sono salito sul monte Pastello salita durissima ma ne valeva la pena, il vento teso ha liberato il cielo dalle nuvole permettendomi di ammirare un grandioso panorama a 360gradi. Dire il vero volevo fare il sentiero, in esplo duro, che taglia giù al forte di Monte, ma mi son perso a guardare il mondo, e non mi sono reso conto che si era fatto tardi. Torno sui miei passi, discesa delle cave e i Pangoni. Alla fine 1160 di ascesa e 44Km.....
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