Monte Crestoso

Quando il Biketour è frutto della fantasia di Orma, non si tratta di certo di qualcosa di banale perché qualcosa di particolare che lo caratterizza c’è sicuramente….



E’ la seconda volta che pedalo in ValTrompia: della prima ricordo quanto è stata lunga l’uscita,  la fatica che ho fatto in salita e i grandiosi panorami.
Oggi non è da meno la fatica e per quanto riguarda i panorami staremmo a vedere perché il cielo è coperto.




La partenza è da Bovegno  salendo per la sterrata percorsa la volta precedente. Dura  come poche, ma dicono che qua siano tutte così. Mi sa che sono loro, i BdB, che se le cercano. 

La diversità dell’ambiente la sento; sembra il solito panorama montano, ma non lo è qualcosa di diverso c’è. La natura incontaminata, i greggi di pecore le malghe diroccate o forse il colore della roccia i profumi portati dal vento, non so. L’acqua, quella si, ferruginosa diversa direi quasi amara….
Arrivati sul crinale, il panorama che si apre davanti è spettacolare; va sui monti della zona della Bazzena e del Gaver, e sottostante la vallata  con al centro la mole del Cornone di Blumone. Dopo una sosta indispensabile per il recupero delle forze, si tiene la sinistra prendendo il segna vie bianco azzurro del 3V. che porta alla vetta, una cresta di rocce affioranti. Da qua in poi il percorso è per mè tutto nuovo, perché  l’altra volta si è girati a destra. 

Mi dilungo un po' prima di partire e con Gianfranco chiudiamo in coda il gruppo.
Di lì a poco il sentiero si biforca; uno sale e il gruppo è lì avanti di poco già con le bici in spalla.



L’altro rimane in piano passando sotto le creste. Da questo ci sta raggiungendo,  percorrendolo in senso contrario un escursionista, che subito ci mette in guardia dicendoci che stiamo sbagliando sentiero quello giusto e facile è quello che sta percorrendo lui. Ci rammenta che poi dovremmo faticare non poco a scendere con le bici in spalla. Come spiegare che il semplice non ci appartiene?

Il tratto in cresta è spettacolare: un continuo salire e scendere. Una, due, tre, ho perso il conto di quante creste abbiamo superato, fino ad arrivare in cima al monte Crestoso, quota 2207 slm.




Che paradiso. Che vista dal lago di Garda, al Bernina una corona di cime ancora innevate: uno spettacolo. Si parte. Si scende, ma ancora creste prima di arrivare a una sella.




Ora il sentiero scende,  dolce tagliando trasversalmente un pratone;  la discesa è prevalentemente pedalata  ma con rocce che ostacolano il mio andare. Si arriva in un bosco nel quale ci inoltriamo con fatica seguendo un sentiero che non finisce mai e dove non riesco ne pedalere, ne spallare la bici, ne spingerla. Un calvario. Raggiunta la malga vedo i volti provati dalla fatica. E’provvidenziale la rottura del forcellino  della bici di Orma, che mi permette di prendere fiato e affrontare  la discesa finale con  freschezza e con forza fisica. Ho i tempi di recupero lunghi  e di solito quando si riparte sono sempre alla canna del gas. Questa volta mi sento di aver recuperato bene e sarà un gioia fare questa discesa.  Bella come poche, mi piace. Non ho una tecnica efficace per superare certi passaggi, questo rimane un mio cruccio, ma mi diverto. Sento che la bici che sto cavalcando, nuova un mese di vita, è quella  giusta mi da sicurezza. Provo soddisfazione  quando supero ostacoli che prima non tentavo neanche di affrontare. Le bici non sono tutte uguali il cambiare la geometria del telaio, la postura sulla bici cambia e di conseguenza anche la guidabilità. Siamo arrivati al tratto finale su asfalto. Impennate, salterelli,  goliardiche giocate lasciano intravedere  il piacere, la giosa soddisfazione di aver giocato  con la natura sempre capace di lasciarci a bocca aperta.

Finisce al  bar davanti a una birozza, per me un momento tra i più  belli; tutti lì sudati, disfatti, ma  con facce rilassate e compiaciute. L’adrenalina ancora in circolazione serve per scambiarci impressioni, fare battute a non finire, e progetti, tanti, ma tanti progetti di fantastici posti di dove andare con le nostre Bici, che se solo la metà andasse in porto sarebbe fantastico…

Per 28 Km e 1800 di dislivello hanno pedalato con me “FROG”, Mauro l’ideatore, Gfaver, Perse, Vito, Elena, Fascino, Dario. Passando per Bovegno (680 slm), M.te Sarle (1500 slm), Poffe di Stabil Fiorio (1917), M.te Crestoso (2207), Foppa  del mercato (1924), Capanna Remedio (1448), di nuova a Bovegno in 9ore e 30 di piacevole compagnia.

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